Project NOTAE Lectures

Around a research project and beyond

Series 2019-2020

Location: Sapienza University of Rome, Piazzale Aldo Moro 5, Rome, CU003 (Faculty of “Lettere e Filosofia”),  Third Floor, Department of “Storia Religioni Arte Spettacolo“, Room “A di Studi storico religiosi”

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Friday, November 29, 2019 –  5:00 pm

Evina Steinová evina.steinova@gmail.com  (Huygens Institut of Netherland History, Dutch Academy of Arts and Sciences, Amsterdam)

Notae in the early medieval Western manuscripts: how can we study them and what can we learn from them?

Annotation symbols, called in Latin notae, are a rather common feature of the Western manuscript books since Classical Antiquity. These minute atextual signs entered in the margins of the book served many functions, communicating information about its content and purpose, and providing additional layers of use. Their importance in both Classical and medieval book cultures in the Latin West can be best demonstrated by the fact that literate elites of these cultures have created elaborate intellectual traditions surrounding the practice of annotation by means of symbols. Scholars have relied on the written accounts produced by these intellectual elites both in Antiquity and in the Middle Ages to decipher their meaning and understand their purpose. However, as is the case with other praxis-base phenomena, written accounts cannot be trusted – they often served ideological needs of particular communities, or at least reflect a short-term and unreliable perspective of a few, their authors were prone to error and bias, and in some cases even engaged in outright fabulation, and above all, it is clear that texts about notae fail to discuss most of the notae known from the manuscript evidence, as these were not part of an established narrative canon. For this reason, paleographic analysis of manuscript evidence proved to be a more reliable source for the study of notae in ancient and medieval Western manuscripts, albeit not one without its own limits and shortcomings. What can we learn about the practice of using symbols, rather than words or images, for the annotation of manuscripts in Antiquity and the Middle Ages from manuscripts annotated by signs? Can the insights gained from paleographical and quantitative analysis be matched with insights from textual evidence?

Friday, January 31, 2020 – 5:00 pm

Dario Internullo  (Università degli studi Roma Tre)

Papiro e pergamena nelle pratiche documentarie dell’Occidente altomedievale. Risultati, limiti e prospettive di una ricerca 

La conferenza illustra i risultati, i limiti e le prospettive di una ricerca volta a ricostruire la transizione dal papiro alla pergamena nelle pratiche documentarie dell’Europa occidentale. Il fine è di comprendere meglio i vuoti documentari del primo medioevo e di conseguenza acquisire consapevolezza delle distorsioni di prospettiva causate dalla configurazione delle fonti scritte. Lo studio cerca anzitutto di identificare l’area di produzione del papiro utilizzato in Europa, e in seconda battuta propone una mappatura degli usi documentari del papiro e della pergamena dal VI all’XI secolo. L’interazione tra i due insiemi di dati, analizzati sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo, consente di proporre alcune interpretazioni del fenomeno prestando attenzione dagli scambi commerciali lungo il Mediterraneo e alle relazioni tra i regni occidentali, lo stato islamico e quello bizantino durante i primi secoli del medioevo. Data la fragilità del papiro rispetto alla resistenza della pergamena, il fenomeno di transizione da un materiale all’altro, sostanzialmente compiuto durante i secoli VIII e IX, ha avuto come conseguenza una maggiore stabilità degli archivi. Per le medesime ragioni la comparsa di un archivio pergamenaceo in un determinato territorio non deve essere considerato a priori come indizio di crescita economica o culturale, bensì al contrario anche come effetto di una contrazione economica.

Friday, February 21, 2020 – 5:00 pm

Francesco Leotta leotta@diag.uniroma1.it
Massimo Mecella mecella@diag.uniroma1.it (Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale, Sapienza – Università di Roma, ERC-2017-AdG project NOTAE)

A (short) introduction to data management and artificial intelligence applied to digital humanities

Digital humanities is a discipline standing at the crossroad between computer science and humanistic disciplines. In this seminar, we will see how database management systems, artificial intelligence (in particular machine learning and computer vision), advanced user interfaces, search engines and knowledge graphs, which are mature research and application areas in computer science can be applied in digital humanities to ease the life and the work of different kinds of stakeholders including final (non expert) users, experts and researchers in humanities and curators. We will also analyse how these technologies have been applied in several research projects, and what are the research directions and perspectives for the NOTAE project.

Friday, February 28, 2020 – 5:00 pm

Antonio Enrico Felle (Università degli studi di Bari) e Silvia Orlandi (Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza – Università di Roma)

Messaggi verbali e non verbali nella comunicazione epigrafica: l’esperienza di EAGLE e EDB

Gli aspetti non verbali, intesi in senso lato (materiali, dimensioni, tecniche, segni non alfabetici, decorazioni) costituiscono una parte integrante del messaggio affidato alle iscrizioni, che vanno, quindi, intese e documentate non solo come testi, ma come “monumenti iscritti”, con una componente materiale da considerare come elemento con-corrente nella comunicazione attraverso questo particolare medium. Se nelle pubblicazioni tradizionali a stampa questo obiettivo non è impossibile da raggiungere – e non mancano esempi molto positivi in questo senso -,  nei progetti di epigrafia digitale (relativi sia ad archivi in forma di database sia relativi ad edizioni digitali propriamente dette) ancora oggi esiste una rigidità che ha costretto, e ancora oggi costringe, a scelte e compromessi. La cura degli aspetti non verbali dei testi epigrafici diventa un’autentica sfida, che molti progetti hanno raccolto, proponendone soluzioni diverse. Dopo una breve introduzione a cura di Silvia Orlandi, dedicata all’aggregatore EAGLE, che raccoglie i dati provenienti da numerose banche dati epigrafiche europee e non solo, saranno illustrate, a cura di Antonio E. Felle, alcune possibili soluzioni che erano state adottate a questo scopo sin dagli inizi del progetto EDB relativo alla informatizzazione delle iscrizioni dei cristiani della Roma tardoantica, nelle quali il ricorso alle immagini e ai segni è stato considerato – in primis dallo stesso  Armando Petrucci – un tratto peculiare e distintivo sin dalle più antiche testimonianze.

Friday, March 27, 2020 – 5:00 pm

Warning: Due to emergency measures imposed by the COVID-19 international crisis, this lecture is postponed to Friday, September 11, 2020 – 5:00 pm.

Paolo Tedesco (Eberhard Karls Universität, Tübingen)

Storici moderni e fiscalità tardo antica: breve storia critica di una “relazione complicata” 

Molte delle ricerche pubblicate nelle due ultime decadi del ventesimo secolo hanno interpretato il problema della transizione dal tardoantico al primo medioevo non più in termini di crisi, ma soprattutto di trasformazione dello stato e la società romani, ovvero come il risultato di un accordo e della collaborazione tra i nuovi venuti e l’autorità imperiale. Di contro, una serie di studi pubblicati all’inizio del secolo presente, hanno affrontato il medesimo problema in termini che differiscono da questi e mettono l’accento piuttosto sugli effetti di discontinuità e rottura determinati dalle migrazioni e dalla successiva costruzione degli stati successori. Osservata dalla prospettiva dei cambiamenti strutturali, la distinzione cruciale tra queste due scuole di pensiero ruota intorno ai destini della fiscalità tardoimperiale: sopravvivenza nel primo medioevo dei meccanismi di estrazione e redistribuzione fiscale, attraverso il trasferimento dei proventi a beneficio dei nuovi governanti, oppure rottura dei medesimi sistemi e graduale transizione verso una nuova organizzazione economica e sociale? 

Nelle prime due decadi del nuovo millennio, la discussione sulla continuità o meno del sistema fiscale nel primo medioevo si è sostanzialmente orientata a favore della tesi discontinuista, ovvero del modello denominato “dalla tassa alla rendita”. Nel contempo tuttavia il dibattito tra studiosi si è ulteriormente arricchito di nuovi contenuti. Si è acceso un intenso confronto sul ruolo dello stato nell’economia; sulla vera natura dei meccanismi fiscali quale strumento di appropriazione piuttosto che di redistribuzione della ricchezza; sulla loro trasformazione dal quarto al quinto secolo in ragione di un diverso rapporto con l’economia monetaria; sulla cooperazione o contrapposizione tra le élite governanti e quelle fondiarie, ovvero sulla possibilità di distinguere gli interessi delle prime da quelle delle seconde in ragione dei momenti e delle circostanze. Il presente intervento invita a riconsiderare le varie posizioni storiografiche tenendo conto di questi diversi aspetti e delle implicazioni che essi determinano sul piano della storia materiale. A questo fine, la presente relazione discute nell’ordine: (i) le principali strutture fiscali dell’impero e i caratteri del loro funzionamento, con l’obiettivo di ribadire la “natura redistributiva” del sistema fiscale tardoantico e pertanto i limiti di certe ricerche condotte “dal basso”; (ii) pone al centro dell’analisi il rapporto simbiotico tra fiscalità monetaria e commercio, tanto da identificare nella “fiscalità commerciale” il principale motore di arricchimento delle élite (vecchie e nuove); (iii) il testo s’interroga inoltre sul perché la “fiscalità commerciale”, che nel quarto secolo aveva reso ricca buona parte delle élite, nel quinto secolo divenne un peso insostenibile per gli stessi gruppi di potere che ne avevano in precedenza beneficiato. In ultima analisi, (iv) mi sono chiesto perché un sistema di prelievo e redistribuzione della ricchezza, che in teoria avrebbe potuto continuare a finanziare lo stato e le élite, integrando nel contempo i nuovi venuti nell’esercito come nell’economia agraria, nella parte occidentale dell’impero, diversamente dall’Oriente, cessò di funzionare.

 

     

Friday, April 24, 2020 – 5:00 pm

Warning: Due to emergency measures imposed by the COVID-19 international crisis, this lecture is postponed to Friday, September 4, 2020 – 5:00 pm.

Teresa De Robertis (Università degli studi di Firenze)

La nuova scrittura comune romana in un papiro documentario inedito del VI secolo

Friday, May 29, 2020 – 5:00 pm

Warning: Due to emergency measures imposed by the COVID-19 international crisis, this lecture will take place online . For information mail to: antonella.ghignoli@uniroma1.it

Ildar Garipzanov (University of Oslo)

Nota adamantina: Occult characteres in Carolingian Europe

In this lecture prof. Garipzanov will discuss an unpublished marginal text with magical notae in a ninth century legal manuscript from the Biblioteca Apostolica Vaticana and will contextualize this text within a broader cultural world of Carolingian Europe. The text is unique since it predates the earliest manuscript evidence for the medieval use of magic signs deriving from eastern occult practices by two centuries. At the same time, it will be argued that this find of a spell with magical signs fits well with various textual references to the use of such occult characteres in the Carolingian world.

Friday, June 26, 2020 – 5:00 pm

Warning: Due to emergency measures imposed by the COVID-19 international crisis, this lecture is cancelled.

Ainoa Castro Correa (University of Salamanca, Principal Investigator ERC-2019-StG project PeopleAndWriting)

Writing and Reading in Visigothic Spain

Friday, October 23, 2020 – 5:00 pm

Marc Smith (École nationale des chartes, Centre Jean Mabillon, Paris)

Questioni intorno alla classificazione delle scritture romane

Friday, October 23, 2020 – 5:00 pm.  Warning: lecture cancelled

Lucio Del Corso (Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale)

I simboli grafici nella produzione documentaria dell’Egitto tardoantico